
Progettare per un ambiente è sempre un atto di equilibrio. Richiede la creazione di un linguaggio visivo capace di interagire con l'architettura, con le persone e con le dinamiche stesse dello spazio. Spesso, ciò implica pensare a soluzioni che debbano rimanere rilevanti nel tempo, senza risultare eccessive o compromettere l'esperienza del luogo.
Si tratta di un settore in cui la progettazione grafica si interseca con diverse aree e richiede una profonda conoscenza del marchio, dello spazio e dei processi produttivi. Concetto, proporzioni, materiali, circolazione, segnaletica, installazione e durata nel tempo sono tutti elementi che rientrano nelle decisioni progettuali.
Nel corso della mia carriera, ho sviluppato progetti di design ambientale per marchi come Cemig, Senac, FIEMG, AngloGold Ashanti e Unimed, lavorando su diverse scale e in contesti differenti.
In alcuni progetti, la sfida consisteva nel tradurre gli attributi del marchio in sistemi di segnaletica e orientamento. In altri, si trattava di avvicinare la comunicazione pubblicitaria e l'identità visiva all'esperienza spaziale.
È proprio questa diversità a rendere l'interior design un campo interessante: l'idea deve prendere forma, scala e permanenza, considerando non solo ciò che sarà visibile, ma anche come verrà prodotta, installata e vissuta.